Innanzitutto, questa discesa dell'anima di Gesù non si deve immaginare come un viaggio geografico, locale, da un continente all'altro. È un viaggio dell'anima.
Innanzitutto, questa discesa dell'anima di Gesù non si deve immaginare come un viaggio geografico, locale, da un continente all'altro. È un viaggio dell'anima.
Siamo in Quaresima ed è il tempo durante il quale i cristiani dovrebbero comprendere quanto il Signore ci ama. Ultimamente sfoglio il giornale, ascolto la tv, leggo i messaggi, e nulla mi attira… Sento solo soffiare inquietudine, sofferenza, rabbia, desiderio di conquista, voglia di prevaricare su chi è più mite. Osservo sorrisi sarcastici abbondare sulle facce tirate con i bisturi, la forza del denaro e delle armi sovrastare l’umanità. Scopro che mi è difficile gustare la vita in un’era scandita da ritmi frenetici e da un uso abnorme dei mezzi mediatici, sembra che si siano persi quei valori dettati da una giusta morale.
“Il tempo della vita degli antichi era quieto, lungo e bello. Ora, invece, il tempo della nostra vita è abbreviato dalle malattie, dalle guerre ed è molto cattivo”, così si lamentava 2200 anni fa un anonimo autore ebreo. Corredata da statistiche, bilanci e sondaggi, il lamento rieccheggia ancora oggi.
Non possiamo trascurare la gratitudine al Signore e alle nostre comunità, per questi giorni vissuti con intensità negli Esercizi Spirituali e nella celebrazione del Giubileo Parrocchiale. Altrettanta e doverosa gratitudine al Vescovo Daniele Libanori per aver condotto alla grande il percorso attorno al delicato tema dei “Vizi capitali: catene alla nostra libertà”.
«CRISTO è un re dalle braccia aperte che ci invita a sporcarci le mani »
Il Giubileo è iniziato, così come la Quaresima. Siamo invitati a “lasciare riposare la terra”, secondo la Bibbia, per ritrovare tempo per noi, per la cura delle relazioni, per chi è nella necessità, e per riscoprire Dio, ponendo coraggiosi gesti fraterni di riconciliazione. Ne abbiamo bisogno.