FESTA DI COMUNITA’ … ANCORA

FESTA DI COMUNITA’ … ANCORA

Festa di Comunità … “ancora”, perché di nuovo torna la parola forse più usata ai giorni nostri, un po’ come il prezzemolo…

Ovunque, infatti, e dappertutto parliamo “di Comunità”. Anzi, forse più facciamo fatica ad esserlo e più lo diciamo, lo gridiamo a squarciagola, noi preti poi ancor di più, perché sappiamo quanto sia scontata ma “ancora” e più che mai necessaria la “formula” dell’essere e dello stare in Comunità.
Nonostante l’utilizzo smoderato di questo termine, cosa vuol dire “Festa di Comunità”?
Significa maggior coinvolgimento delle persone? Può darsi …
Vuol dire che i lontani si avvicinano? Anche …
Porta più introiti economici alla parrocchia? Certamente …
Vuol dire questo e altro; più di ogni esprime l’arte di crescere e di stare insieme attraverso la condivisione di un pasto, la fraternità di un brindisi, l’abbraccio di quello sguardo che ci porta a considerare gli altri non lontani, ma vicini, facenti parte di quest’arte che ci fa comunità perché “insieme è meglio” …
Anche la Festa di Comunità, così come lo è stata la Festa della Campagna a Burligo e come sarà la Festa della Beita, nella forma della sagra, possono diventare occasioni di Comunità, quando l’interesse, da parte della parrocchia, non è tanto e solo “guadagnare di più” in denaro, ma in fraternità: l’arte bella e vera di fare Comunità… E quando è così anche la convivialità può diventare, senza forzature, “evangelica”. Del resto, Gesù le cose più belle le ha dette e le ha fatte a tavola, attorno a un banchetto in diverse “feste di Comunità”, soprattutto per raggiungere i lontani …
Grazie a chi ci ha dato e ci da questa opportunità per essere “ancora Comunità”.

d.Angelo

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