GMG LISBONA: ritorno al vocabolario dell’umanita’ per la vita del mondo

GMG LISBONA: ritorno al vocabolario dell’umanita’ per la vita del mondo

Tutti i riflettori sono stati ben puntati sulla GMG di Lisbona e sul successo dell’evento che ogni volta, come questo, coinvolge oltre un milione di partecipanti. Anche i nostri 5 “baldi giovani” sono rientrati stanchi ma entusiasti, contenti e sodisfatti per aver vissuto questa esperienza di vera e propria mondialità.

Chi è rimasto a casa, alle prese con i giorni di lavoro, riposo e di vacanza o per una caduta in bici, non ha perso l’opportunità di seguire gli eventi di Lisbona con non poco stupore, meraviglia e soddisfazione… È stato un bel respiro di giovinezza per tutti, in primis per la Chiesa, a volte al centro di polemiche o di incapacità nella “gestazione” della realtà giovanile… Vedere tanti giovani insieme ci ha ridato speranza! Ringraziamo il Signore, il Papa, i Vescovi, i Preti, le parrocchie, i movimenti e le associazioni per aver contribuito a ridare entusiasmo alla Chiesa e al mondo!
Nella gratitudine di questi giorni, non vi nascondo però una piccola considerazione, forse un po’ superficiale, ma che mi fa pensare. Sapete la mia passione per la realtà dei ragazzi e dei giovani per la quale ringraziamo il Cielo anche per quanto stiamo vivendo con loro qui a Palazzago … Ascoltando le varie tavole rotonde, i diversi confronti in TV, i dibattiti e i commenti sui giornali che raccontavano l’evento di Lisbona, con esperti e competenti, sono rimasto un po’ “così così” per quella specie di “ingenuo ottimismo” con cui i diversi analisti leggevano questo grande raduno in chiave di “ritorno in Chiesa” dei giovani dopo il periodo covid e non solo … Ho vissuto anche io diverse GMG, con cammini di accompagnamento degli eventi, prima, durante e dopo; ci sono stati dei giovani che si sono rimessi in gioco con la Fede e con la Chiesa e ringraziamo il buon Dio. Presentare la GMG, con tutta la sua bontà, come il grande ritorno a Dio e alla Chiesa dei giovani mi lascia un po’ così, e, ripeto, lo dico anche alla luce di esperienze che ho precedentemente vissuto.
Dicendo questo non vorrei essere frainteso sull’importanza di vivere esperienze simili che sono necessarie e fondamentali! Leggerle però in chiave troppo “ecclesiastica” come al grande ritorno alla Fede e alla Chiesa dei giovani aspetterei un attimino, anche perché c’è forse un passaggio “intermedio” da non perdere: “un ritorno” che sta alla base di tutto, Fede e Chiesa comprese. In parole povere, mi pare che i giovani nel loro andare a Lisbona, nel loro cercarsi, incontrarsi e stare insieme hanno detto non tanto e non solo “un ritorno alla Fede e alla Chiesa”, ma “il ritorno” alla bellezza dell’umanità, al senso dello stare al mondo, vivendo l’arte dello stare insieme come apertura e accoglienza degli altri nella loro dignità e diversità. Il “ritorno” all’umanità fraterna può diventare il punto di partenza per un “ritorno” alla Fede e alla Chiesa.

d.Angelo

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