IL PELLEGRINAGGIO PASTORALE BENVENUTO VESCOVO FRANCESCO (2)

IL PELLEGRINAGGIO PASTORALE BENVENUTO VESCOVO FRANCESCO (2)

L’orizzonte del Concilio Vaticano II rimane l’orizzonte della Chiesa e del cammino di ogni parrocchia. È lì che impariamo a ridire, con la vita prima ancora che con le parole, la Lumen Gentium: Cristo, Luce delle genti, che illumina il volto della Chiesa e chiama ogni comunità a risplendere della sua carità.

Il comandamento nuovo del Vangelo — “amatevi come io vi ho amato; da questo sapranno che siete miei discepoli” — diventa così la via concreta per esercitare comunione e unità, per essere davvero popolo radunato dall’amore.
Perché “senza cuore”, tutto ciò che facciamo nella comunità rischia di diventare inutile. Con il cuore, invece, l’“I Care” di don Milani torna a essere la strada maestra del Vangelo: mi stai a cuore, mi interessa la tua vita, non ti lascio solo. È questo lo stile che rende autentica la Chiesa nella forma concreta della parrocchia.
Il Papa, parlando della parrocchia, la descrive come “una casa tra le case”, un luogo dove tutti possono sentirsi accolti, accompagnati, ascoltati; una comunità che non vive per se stessa, ma che “rimane in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie”, capace di essere fraterna, ospitale e prossima. È sorprendente notare come questa intuizione del Papa affondi le sue radici nella storia: fin dal IV secolo i cristiani hanno chiamato “parrocchia” la loro comunità proprio per dire questo — casa vicina, casa tra le case — un luogo dove il Vangelo prende forma nella vita quotidiana e diventa storia condivisa.
Per questo cammino desidero allore dire grazie. Grazie al Vescovo Francesco per averci visitato, ascoltato e orientato. Grazie a tutti coloro che hanno vissuto il Pellegrinaggio del Vescovo: davvero tanti, dai ragazzi agli adulti, hanno partecipato con fede, attenzione e gioia ai diversi appuntamenti. Grazie di cuore a chi si è dato da fare per preparare, accogliere, accompagnare e sostenere questo tempo con spirito di fraternità.
Insieme a don Andrea e a don Paolo, continuiamo insieme il cammino!

 

d.Angelo

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