Essere per la morte

Essere per la morte

Anche se viviamo in una cultura che esorcizza la morte, novembre, il cosiddetto “mese dei morti”, è comunque e oserei dire anche “per grazia” un tempo di riflessione sulla nostra esistenza mortale.

La morte, anche se la vietiamo, ci appartiene! Come diceva il grande filosofo Martin Heidegger, siamo "esseri-per-la-morte", e proprio questa consapevolezza ci permette di vivere più pienamente e di dare senso alla nostra esistenza. La morte non è solo un evento biologico, ma un evento esistenziale che ci costringe a riflettere sul senso della nostra vita e sulla nostra relazione con il mondo.
"La morte è la possibilità più propria, incondizionata e insuperabile dell'esistenza" (Heidegger). Queste parole ci ricordano che la morte è certamente un limite che ci caratterizza come esseri umani, ma anche un'opportunità per vivere autenticamente.
La morte ci ricorda che il tempo è limitato e che ogni momento è prezioso. Come dice il libro biblico di Qoelet, "C’è un tempo per nascere e un tempo per morire…". Viviamo ogni giorno con consapevolezza e responsabilità, senza rimandare le scelte importanti. Concretamente, come ci ricorda del resto il Vangelo, amiamo e facciamo del bene, perché ogni momento è un'opportunità per vivere più pienamente e per amare più profondamente.
In questo mese di novembre, preghiamo per i defunti, ma soprattutto per noi stessi, perché possiamo vivere ogni giorno con la consapevolezza della nostra mortalità “educata alla carità” e con la speranza rivolta a ciò che ci attende e a chi ci sta aspettando.

d.Angelo

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