Il mestiere di ricominciare

Il mestiere di ricominciare

Settembre non arriva mai in punta di piedi…
Scivola dentro le giornate con una luce diversa, più obliqua, come se il sole stesso sapesse che è tempo di cambiare passo. L’estate, con i suoi silenzi pieni e le ore che si dilatano, lascia dietro di sé una scia di nostalgia: odore di salsedine, pagine sfogliate al vento, promesse fatte al tramonto.

E poi, si riparte…
Non c’è un vero confine tra il tempo sospeso e quello scandito dagli impegni. Solo un lento assestarsi dell’anima, che deve tornare a fare i conti con la sveglia, le scadenze, le attese. È qui che si rivela il “mestiere di vivere”: non nel sopportare, ma nello scegliere ogni giorno di esserci. Con la stanchezza che si accumula, con il desiderio di fuggire ancora, ma anche con la consapevolezza che ogni inizio porta con sé una possibilità.
Ripartire è un atto di coraggio silenzioso…
È guardare il calendario e non sentirsi schiacciati. È trovare bellezza nel gesto ripetuto, nel caffè del mattino, nel saluto distratto, nel ritorno a casa. È accettare che la vita non è fatta solo di picchi, ma anche di pianure da attraversare con passo costante.
E se l’estate ci ha insegnato a respirare, l’autunno ci insegna a camminare. A fare spazio dentro di noi per ciò che verrà. A non temere la fatica, perché è lì che si nasconde il senso più autentico del vivere. E in quel passo quotidiano, spesso silenzioso e ripetuto, la preghiera feriale si fa respiro dell’anima, un filo sottile che ci tiene uniti al Mistero, anche quando il giorno non brilla.

d.Angelo

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