Adorazione dei Magi.

Olio su tela, ambito bergamasco 1700-1749

Restauro 2009

 

E’ una festa di panneggi e di colori l’arrivo dei magi nel luogo dove si trovano Maria e il Bambino:
una casa, guardando le pareti;
una stalla, guardando le travi di legno;
un tempio, guardando le colonne che inquadrano l’evento, perché siamo di fronte al “nuovo” che fa crollare la sapienza pagana.
Le mani di Maria donano all’umanità il Figlio da lei generato nello Spirito Santo;
lo cullano, nel gesto tipico della mamma che protegge il frutto del grembo;
e lo offrono, nel gesto tipico di chi non tiene gelosamente per sé un regalo che è per il mondo intero.
Anche il cielo, con gli Angeli in festa, non può che partecipare a questo evento, perché Dio ha fatto casa tra gli uomini.
Al centro, proprio l’incontro tra le mani del saggio che offrono e il Bambino che, con gli stessi colori, diventa il vero dono per gli uomini.
 
Uomini venuti da lontano, i Magi, perché ogni uomo è sempre lontano; uomini capaci di buttarsi a terra, perché ogni uomo è capace di Dio; uomini che lasciano doni -oro, incenso e mirra- perché hanno accolto il tesoro, Gesù.
Quasi nascosto, in ombra, Giuseppe, abituato al silenzio che non è assenza ma luogo dei sogni e della Parola.
Gli altri segni, quelli del potere e della gloria sono a terra: un Bambino, che sembra anche sorridere, disarma re e potenti:
”ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili”.