Con il dovuto rispetto (1)

Mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano ha scritto un libro "Con il dovuto rispetto. Frammenti di saggezza all'ombra del campanile”.
In questa estate attingiamo alcune pagine che presentano uno spaccato di vita di una comunità parrocchiale immaginaria, che forse però tanto immaginaria non è. E come si suole dire in questi casi... ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

L'orario
Non ho mai capito come si spieghi il ritardo dei treni: si sa la distanza, si sa la velocità, che ci vuole a fare un orario?
Più incomprensibile dei ritardi del treno è il ritardatario alla messa della domenica.
È un cristiano convinto: la messa è il centro della vita.
Conosce l'orario: è sempre lo stesso da vent'anni.
È Domenica: c'è una ragionevole possibilità di organizzarsi.
Eppure il ritardatario arriva in ritardo.
Al suo arrivo qualcuno gli dedica un cenno di saluto, e così ha già perso il filo delle letture. Mentre si siede, la sedia si sposta e anche la lettrice si distrae: salta alla riga successiva.
Il prete che celebra osserva e si indispettisce, tanto che neppure s'accorge che la lettrice si è confusa. Il ritardatario si accomoda ma, prima di ascoltare, si guarda intorno e si incuriosisce: come mai la statua della Madonna a fianco all'altare? La spiegazione è stata data all'inizio, ma il ritardatario era in ritardo.
Più o meno verso la predica il ritardatario riesce a concentrarsi.
Il prete parla del radunarsi dell'assemblea, dei riti di introduzione e quindi dice dell'importanza di arrivare per tempo in chiesa. Il ritardatario si indispettisce: ce l'ha con me? Come si permette?!

 

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