Volto... storto

Sull’armadietto all’ingresso della sagrestia trovo un biglietto:” Sistemare il volto della Madonna che è girato”. Il giorno prima c’era stata la festa della Madonna del Rosario e la processione con la statua, che al termine è stata posta sul trono, con gli angeli a sostenere la corona e ad aprire il manto. Vado davanti alla statua e in effetti la sensazione è che sia proprio storto. Certo, ho presente il volto di questa Madonna non diritto, ma anche a me sembra più voltato del solito. Vuoi vedere che s’è girata? Guardo ancora un po’, prendo una scala e salgo vicino, prendendolo tra le mani per capire se è successo qualcosa. E’ decisamente immobile, fermo. Avranno forse fissato la base della statua leggermente storta? Non mi pare. C’è qualcosa che può essere cambiato senza che ce ne accorgessimo? Rimetto la scala a posto e vado al computer, nella cartella delle foto degli anni passati per verificare che l’inclinazione sia la stessa. Pare di sì.
Ritorno in chiesa e seguo la direzione di quello sguardo: va verso la porta centrale, come se volesse guardare chi entra (e seguire chi esce). Ma, appunto: nel giro di una giornata, ad esempio, chi entra? Quanti entrano? Come mamma forse ci scuserebbe nel vedere pochi suoi figli, sapendo come è questo tempo pieno di attività, di lavoro, di problemi, di corse, di lontananze. E, anche, di non voglia, di superficialità, di smarrimenti.
Però vede quel giovane papà che, dopo, aver accompagnato la bambina alla Scuola dell’Infanzia, entra per una preghiera; vede quell’uomo che si mette davanti all’Addolorata (che poi è sempre la stessa Madonna) con le labbra che sussurrano qualcosa; vede quella nonna che accende una candela; vede quell’uomo pregare, prima nel banco e poi passando davanti agli altari dei santi; vede quella signora che legge la pagina del Vangelo del giorno e scrive un pensiero sul libro; vede chi entra a cercare il parroco e le signore che puliscono; vede F. passare dopo il lavoro, verso sera, fermarsi nella penombra, in silenzio; vede la giovane mamma con il passeggino fare il segno della croce sul volto del piccolo. Vede anche chi non vede mai perché troppo preso, troppo arrabbiato, troppo sconsolato, troppo lontano. Ma è bello che quel volto continui ad essere “storto” per... vederci meglio. Volto di madre.
P.S. A me, comunque, pare che qualcosa sia successo...

 

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